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Owling: come osservare i gufi di notte

L'owling — l'osservazione notturna dei rapaci notturni — è una delle esperienze più particolari che il birdwatching possa offrire. Stare fermi in un bosco buio ad aspettare che un barbagianni attraversi il campo luminoso di una torcia, o sentire il canto profondo e reiterato dell'allocco europeo rispondere al vostro richiamo, sono momenti che non assomigliano a nient'altro. Richiede però una preparazione diversa rispetto all'osservazione diurna, sia sul piano tecnico che su quello etico.

Pianificare un'uscita notturna

Le condizioni migliori per l'owling sono le notti con poco vento e cielo nuvoloso o parzialmente coperto: il vento copre i richiami e la luna piena può effettivamente ridurre l'attività vocale di alcune specie. La temperatura influisce poco — gli allocchi cantano anche in gennaio con la neve — ma il vento è il fattore limitante principale. I mesi migliori in Europa sono da dicembre a marzo per l'allocco europeo (Strix aluco), da marzo ad aprile per il gufo comune (Asio otus) e la civetta (Athene noctua), e da maggio a giugno per il succiacapre (Caprimulgus europaeus), che tecnicamente non è un rapace ma si osserva con le stesse tecniche notturne.

Richiamo-risposta

La tecnica del richiamo-risposta consiste nel riprodurre il canto di un rapace notturno con uno smartphone o un lettore audio e attendere una risposta dall'individuo territoriale residente. Negli Stati Uniti questa tecnica è usata comunemente per il gufo della Virginia (Bubo virginianus) e la strige barrata (Strix varia); in Europa per l'allocco, il gufo reale (Bubo bubo) e — con maggiore cautela — per il picchio cenerino come specie target di verifica dell'habitat. La risposta può essere un canto completo, un richiamo breve, o la presenza silenziosa dell'uccello che si avvicina senza vocalizzare: portate sempre un binocolo adatto alla bassa luce.

Luce rossa contro luce bianca

La luce rossa preserva la visione scotopica — la visione adattata al buio — sia dell'osservatore che degli animali. L'occhio umano adattato al buio impiega circa venti minuti per raggiungere la sensibilità massima: accendere una torcia a luce bianca azzera questo processo. Le torce frontali con modalità rossa sono standard nell'owling professionale. Quando puntate la luce verso un gufo, usate sempre la luce rossa e non tenete il fascio sull'animale più del necessario per l'identificazione: i rapaci notturni hanno una sensibilità alla luce straordinariamente alta.

Il "pishing" per le piccole strigidi

Il "pishing" è una tecnica di richiamo con la bocca — una serie di suoni sibilanti prodotti con le labbra (come "pish-pish-pish") — che imita i richiami di allarme di piccoli passeriformi e può attirare specie curiose nel raggio visivo. Per le piccole strigidi come la civetta nana (Glaucidium passerinum) nelle foreste alpine, il pishing è spesso più efficace del playback perché genera meno agitazione territoriale. Va usato con brevi sequenze e lunghe pause, dando all'animale il tempo di avvicinarsi senza sentirsi minacciato.

Le borre

Le borre sono i rigetti compatti di ossa, pelo e piume che i rapaci rigurgitano dopo la digestione. Trovare borre fresche sotto un albero o un posatoio non solo rivela la presenza di un rapace notturno, ma permette di ricostruire la sua dieta: le borre del barbagianni (Tyto alba) contengono quasi esclusivamente ossa di piccoli mammiferi intatte, facilmente identificabili con una guida alle micromammiferi. Cercate le borre alla base di alberi cavi, sotto i tetti dei fienili, e nelle pareti delle chiese rurali — habitat tipici del barbagianni in Europa. La raccolta di borre è legale e non disturba gli animali; analizzarle con i bambini è un'attività didattica eccellente.

I dormitori diurni

Molte specie di rapaci notturni si riposano in luoghi specifici durante il giorno — i cosiddetti dormitori. Il gufo comune forma dormitori invernali in alberi densi come cipressi, abeti e cespugli di ginepro; il gufo di palude (Asio flammeus) si posa a terra nella vegetazione bassa delle zone aperte. Individuare un dormitorio è una delle soddisfazioni maggiori dell'owling perché permette osservazioni ravvicinate diurne senza richiedere uscite notturne. Cercate accumuli di borre e di feci bianche alla base degli alberi, e controllate sistematicamente i perimetri delle riserve nelle prime ore del mattino.

Limiti etici: quando il playback fa danno

Non tutte le specie tollerano allo stesso modo il playback notturno. La civetta boreale (Aegolius funereus) — una specie montana rara nelle Alpi italiane — ha popolazioni localmente fragili e reagisce al playback con forte agitazione; la comunità ornitologica internazionale raccomanda di non usare il playback per questa specie. Lo stesso vale per il gufo reale nelle colonie rupestri e per la civetta nana durante la cova. Come regola generale, evitate il playback per qualsiasi strigide in periodo riproduttivo (marzo-giugno in Europa), limitatene l'uso alle specie comuni e resistenti, e non ripetete la sessione più di una volta nello stesso sito nella stessa sera.

Sicurezza in notturna

L'owling richiede attenzione alla sicurezza personale: conoscete il percorso prima di farlo al buio, portate una torcia di riserva, avvisate qualcuno del vostro programma, e non uscite da soli in zone remote. Indossate strati riflettenti o visibili se siete vicino a strade. Un telefono con la posizione GPS sempre attiva e l'app dell'area protetta o il numero del gestore della riserva sono precauzioni utili.

Dove iniziare

Le riserve naturali con ampie zone boschive miste, i parchi periurbani con vecchi alberi cavi e i margini agricoli con fienili storici sono i contesti migliori per iniziare l'owling in Italia. Gli hotspot eBird mostrano le segnalazioni notturne recenti; consultate la mappa degli hotspot per le zone con più osservazioni di rapaci notturni nella vostra regione. L'allocco europeo è il punto di partenza ideale: è comune, vocalmente attivo da dicembre a marzo, e risponde regolarmente al richiamo nelle aree boschive di tutta Italia.