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Big Year e Big Day: la tradizione delle maratone di birdwatching

Tra i birdwatcher esiste una tradizione che trasforma l'osservazione degli uccelli in un'avventura sportiva: il Big Year e il Big Day. Non si tratta di gare ufficiali con arbitri o premi in denaro, ma di sfide autogestite che mettono alla prova la conoscenza dei luoghi, la resistenza fisica, le capacità di identificazione e l'abilità organizzativa. Chiunque può partecipare, con qualsiasi livello di ambizione.

Cos'è un Big Year

Un Big Year consiste nel censire il maggior numero possibile di specie di uccelli in un'area geografica definita — di solito una nazione o un continente — nell'arco di un anno solare, dal primo gennaio al trentuno dicembre. Il record nordamericano, territorio che include Stati Uniti e Canada, supera le 750 specie. In Europa, i Big Year solitamente si svolgono all'interno dei confini di un singolo paese: il record britannico si aggira intorno alle 430 specie, quello italiano attorno alle 350.

Non esistono regole scritte universali: ogni birdwatcher stabilisce le proprie. La convenzione più diffusa è che la specie debba essere osservata in natura, senza ausilio di uccelli in cattività, e identificata con certezza. La documentazione fotografica o audio è raccomandata, soprattutto per le specie rare che potrebbero essere contestate dalla comunità. eBird è il sistema di registrazione più usato: consente di tracciare il progresso in tempo reale e di condividere la lista con chiunque voglia seguire la sfida.

La storia del Big Year nordamericano

Il primo Big Year documentato è attribuito a Guy Emerson, che nel 1939 raggiunse 497 specie in Nord America. Roger Tory Peterson, autore delle guide tascabili che hanno democratizzato il birdwatching, completò nel 1953 un Big Year da 572 specie insieme a James Fisher. Il salto verso la competizione moderna avvenne negli anni Settanta, quando Floyd Murdoch raggiunse 669 specie. Il libro "The Big Year" di Mark Obmascik, poi adattato in un film del 2011 con Jack Black e Steve Martin, ha portato questa tradizione all'attenzione del grande pubblico.

Il Global Big Day di eBird

Il Global Big Day, organizzato dal Cornell Lab of Ornithology ogni anno nella seconda metà di maggio, è forse il più grande evento di birdwatching partecipativo al mondo: nel 2024, oltre 50.000 birdwatcher in più di 190 paesi hanno caricato liste in un'unica giornata, producendo quasi 200.000 checklist. Non è una gara: l'obiettivo è contribuire alla conoscenza della distribuzione delle specie durante la migrazione primaverile. Ma molti partecipanti organizzano comunque sfide informali per vedere quante specie riescono a censire nella propria area.

Il Big Day: come si organizza

Un Big Day si svolge nelle ore tra la mezzanotte e la mezzanotte successiva. La strategia classica prevede di iniziare in una zona boschiva o alle paludi per il canto notturno degli allocchi (Strix aluco) e dei succiacapre (Caprimulgus europaeus), proseguire all'alba in un bosco con alta densità di specie in migrazione, raggiungere un corpo d'acqua nelle ore centrali, e concludere in ambienti aperti o costieri nel tardo pomeriggio. Ogni ora conta: la distribuzione delle specie durante il giorno è un fattore critico.

Il gruppo ideale è composto da due o quattro persone con competenze complementari: chi riconosce i canti meglio, chi vede meglio in condizioni di luce scarsa, chi guida. La divisione dei compiti durante le sessioni di ascolto — uno osserva a sinistra, uno a destra, uno in alto — aumenta significativamente il numero di specie contate. Un navigatore o un coordinatore che gestisce gli spostamenti libera gli altri da compiti logistici.

Il Christmas Bird Count

Negli Stati Uniti e in Canada, il Christmas Bird Count (CBC) della National Audubon Society è la più antica indagine ornitologica basata su volontari: si svolge ogni anno tra il 14 dicembre e il 5 gennaio dal 1900. Ogni circolo di 24 chilometri di diametro viene censito da un gruppo di volontari in una singola giornata. I dati del CBC, accumulati per oltre un secolo, costituiscono una delle serie temporali più preziose per monitorare le tendenze delle popolazioni di uccelli svernanti in Nord America.

Big Year nazionali in Europa

In Italia, la comunità ornitologica non ha ancora una tradizione di Big Year strutturata come quella anglosassone, ma negli ultimi anni alcuni birdwatcher documentano pubblicamente i propri progressi annuali su piattaforme come Ornitho.it e eBird. La variabilità delle migrazioni in Italia — dove la posizione centrale nel Mediterraneo permette incontri con specie africane, asiatiche e nordeuropee — rende il territorio particolarmente adatto a sfide di questo tipo. Le Alpi, gli Appennini, il delta del Po e le saline siciliane offrono ambienti molto diversificati entro distanze raggiungibili in giornata.

Etica e limiti della competizione

Il rischio principale del birdwatching competitivo è che la fretta comprometta la qualità delle osservazioni e il rispetto degli ambienti. Alcuni cacciatori di rarità percorrono migliaia di chilometri per aggiungere una specie alla lista, lasciando un'impronta di carbonio considerevole. La comunità si interroga su questo aspetto: alcuni birdwatcher scelgono di limitare le loro sfide a un'area raggiungibile in bicicletta o a piedi (il cosiddetto "patch Big Year"), costruendo una conoscenza approfondita di un territorio piuttosto che un elenco di check effimeri.

Il rispetto per gli ambienti durante un Big Day richiede di non fare playback insistente sui nidi, di non calcare zone di vegetazione fragile per avvicinarsi a una specie, e di non disturbare altri osservatori. Una specie aggiunta alla lista con comportamento scorretto vale meno di una osservata nel rispetto della natura e degli altri.

Come iniziare

Il modo più semplice per entrare nella tradizione del Big Day è partecipare al Global Big Day di maggio con una checklist eBird della propria area locale. Non importa quante specie si trovano: cinque specie in un parco urbano contribuiscono alla scienza tanto quanto trecento in una riserva tropicale. Per chi vuole organizzare un Big Day informale con amici, bastano un'area da esplorare, un foglio per appuntare le specie e la voglia di alzarsi prima dell'alba.

Preparazione logistica e fisica

Un Big Year richiede una preparazione che va ben oltre la conoscenza ornitologica. La forma fisica è essenziale: birdwatcher che hanno completato Big Year nordamericani hanno percorso in media 120.000 km in aereo e decine di migliaia in auto. La pianificazione dei trasferimenti — scegliere il momento giusto per spostarsi da una zona climatica all'altra — è un'arte in sé. Il timing sbagliato di un volo può far perdere una finestra migratoria irripetibile.

L'aspetto finanziario è spesso sottovalutato: un Big Year competitivo negli Stati Uniti può costare tra 50.000 e 100.000 dollari tra voli, hotel, noleggi e guide locali. In Europa, dove le distanze sono più contenute, i costi sono proporzionalmente inferiori ma restano significativi. Molti partecipanti al Big Year europeo si organizzano in rete con altri birdwatcher per condividere informazioni sulle rarità, riducendo i tempi di risposta quando si avvista qualcosa di eccezionale.

Il Big Year in Italia: Soglia dei 300

In Italia, il traguardo simbolico per un Big Year è rappresentato dalla soglia delle 300 specie nel corso dell'anno solare. I migliori birdwatcher italiani si avvicinano o superano le 350 specie in anni favorevoli, concentrando gli sforzi nelle zone di migrazione più produttive: Capo Bon (Tunisia-Sicilia), le isole pelagiche siciliane in primavera, le zone umide della Pianura Padana in autunno e le aree costiere della Puglia durante le ondate migratorie. La CISO mantiene le liste ufficiali delle specie accettate per l'Italia, e ogni segnalazione di specie rare deve essere documentata per essere accettata dalla commissione omologhe.

Big Day: 24 ore di birdwatching intensivo

Il Big Day è la versione compressa dell'anno intero: si tratta di osservare il maggior numero possibile di specie in 24 ore consecutive, solitamente entro un'area geografica definita. In Italia, i Big Day migliori si svolgono in primavera, quando la migrazione è al culmine e le specie nidificanti sono già attive. Un'area come il Delta del Po può produrre 80-100 specie in una giornata di Big Day ben organizzata. I Big Day di gruppo — in cui più birdwatcher coprono aree diverse e si scambiano informazioni in tempo reale — permettono di massimizzare la copertura geografica.

La tattica standard per un Big Day inizia nelle ore notturne con gli strigiformi — civetta (Athene noctua), gufo comune (Asio otus), allocco (Strix aluco) — e continua all'alba con i passeracei nei campi e nei canneti. La parte centrale della giornata, meno produttiva per i piccoli passeracei, è dedicata ai rapaci in migrazione e agli uccelli acquatici. Le ultime ore di luce servono per le specie crepuscolari e i limicoli nei fanghi esposti.

Big Day di solidarietà: il Global Big Day eBird

Il Global Big Day di eBird, che si svolge ogni anno in maggio, è il più grande evento di birdwatching coordinato al mondo: in 24 ore, birdwatcher da ogni nazione del pianeta caricano le loro osservazioni su eBird, creando uno snapshot globale della diversità avifaunistica. Nel 2024, il Global Big Day ha registrato oltre 7.000 specie di uccelli in una singola giornata — più della metà di tutte le specie di uccelli conosciute. Partecipare è gratuito e richiede solo un account eBird: è il modo più diretto per contribuire alla scienza degli uccelli con le proprie osservazioni.

Dalla lettura alla pianificazione

Tutti gli hotspot citati sono consultabili sulla mappa interattiva. Filtra per regione, confronta le checklist stagionali e pianifica il percorso del tuo prossimo Big Day o Big Year.